intervista a lucio d orta

intervista a lucio d orta

tratto da ischiacity

http://www.ischiacity.it/people-lucio-dorta/

INTERVISTA A LUCIO D'ORTA TITOLARE SAPORISCHITANI

“Con me la famiglia D’Orta è giunta alla quarta generazione di commercianti. Ha cominciato il mio bisnonno con un negozio di frutta e verdura, sempre qui a Casamicciola, adesso io l’ho trasformato in uno dei nove punti vendita che ho aperto nell’isola d’Ischia, in società con Vincenzo Conte, dedicati ai prodotti tipici con il brand I Sapori dell’isola d’Ischia e ad una linea cosmetica, la Ischia Benessere, in società con il dottor Filippo Polcaro. Tengo moltissimo al negozio sul corso Luigi Manzi, non lo lascerei mai, perché ha un significato anche affettivo, qui lavorava mia nonna che tutti conoscevano come Maria ‘e Giuliett’. Non a caso ho battezzato con il suo nome il ristorante che ho dato in gestione, sempre qui a Casamicciola. Però i miei prossimi obiettivi sono aprire uno store nella stazione Marittima di Napoli e il nuovo marchio di prodotti che ho pensato apposta per quella sede…”. Lucio D’Orta è così, legatissimo alle sue radici, sa però guardare sempre avanti, non può fare a meno di buttare il cuore oltre l’ostacolo, appena ha concretizzato un progetto, dedica energie ad uno nuovo, sempre alla ricerca di stimoli, di idee inedite: insomma è un vero imprenditore. Questa mentalità lo ha portato a scegliere di lavorare fin da giovanissimo: oggi a poco più di trent’anni ha accumulato grande competenza ed è riuscito a diffondersi capillarmente nell’isola, adottando una formula particolare nella conduzione dei negozi. Lucio, infatti, ci spiega come non avrebbe potuto assumere tutto il personale indispensabile per tenere aperti nove punti vendita, necessari, d’altra parte, a competere con risultati positivi in questo settore sicuramente in crescita – almeno finora – ma nel quale la concorrenza è notevole. Da qui la scelta di affidare le strutture non a dei semplici dipendenti, ma a persone che li gestiscono in proprio avendo un accordo preciso con l’azienda I Sapori dell’isola d’Ischia. “In realtà, scelgo a chi dare in gestione i negozi ancor prima di pensare a individuare la sede. Il fattore umano è importantissimo, direi strategico per la riuscita del punto vendita. La più giovane è la ragazza che guida il locale di Ischia Ponte, mi ha dato grandi soddisfazioni e guadagna sicuramente più di quanto farebbe se si limitasse a essere una dipendente. Il negozio naturalmente va posizionato in centro, il contratto di affitto lo faccio io e poi il gestore versa a me l’importo”. A quel punto, chi prende il negozio è proprietario dell’attività ed ha con l’azienda di D’Orta un accordo contrattuale per il rifornimento all’ingrosso, che consente a lui di raggiungere una produzione tale da abbattere certi costi, mentre loro hanno la garanzia di un prodotto forte, collaudato, continuamente aggiornato con nuove idee commerciali, che Lucio segue costantemente portandovi tutta l’esperienza maturata, sia nell’allestimento che nell’ideazione delle linee merceologiche. Quindi, il gestore si muove in autonomia: se crede assume dipendenti e comunque più a lungo terrà aperto il negozio e più potrà guadagnare: questa formula consente, dunque, di non avere un andamento solo stagionale, mentre naturalmente prodotti che il brand non copre – essenzialmente il settore enologico – vengono presi altrove. “Questa strategia ci ha consentito di crescere molto anche come grossisti presso altre realtà commerciali che non sono nostre” – conclude Lucio. Raggiunto l’apice a Ischia, Lucio D’Orta, che è presidente dell’ASCOM di Casamicciola Terme, piuttosto che adagiarsi su quanto conseguito finora, ha sentito l’esigenza di uscire dall’isola. Nasce, così, il marchio Napoli Sapori – dal packaging fortemente evocativo della tradizione partenopea più amata, attraverso la scelta di immagini di Totò o di scorci celebri della città – con il quale apre lo store nella stazione Marittima di Napoli. Anche in questo caso Lucio fa ragionamenti in controtendenza: mentre Napoli viene ancora indicata come una città in crisi, anche turistica, lui sceglie di investire proprio su quel mercato. Interessanti le sue riflessioni: dalla stazione marittima transitano ogni anno 1,5-2 milioni di passeggeri, che tendono a rimanere dentro la struttura protetta del porto, quindi puntare sul suo centro commerciale ha delle prospettive positive. “In tutto quello che faccio la cosa che più m’interessa è comunicare la mia intraprendenza, la mia spinta a dar vita a realtà commerciali vincenti. Certo, ci sono persone portate a rischiare in proprio più di altre, tuttavia sono convinto che una formula come la mia può essere una possibile soluzione all’aumento della disoccupazione che inizia a toccare anche Ischia. Si deve cominciare a pensare di rinunciare al posto fisso e a guardare con attenzione a formule per cui i lavoratori cessano di essere dipendenti per prendere in gestione settori delle grandi attività alberghiere e della ristorazione, pattuendo con la proprietà la propria quota di introiti. Questa può essere una soluzione praticabile quando si deve affrontare il cambio generazionale, momento delicato per le aziende, e superare crisi che possono verificarsi quando un’attività, soprattutto se molto estesa, è accentrata nelle mani di una sola persona, per cui se quella viene meno, tutto il sistema rischia di crollare, con l’inevitabile perdita di posti di lavoro e di ricchezza. Sono convinto che in tal modo migliori anche la qualità del servizio offerto, chi lavora in autonomia ha maggiore stimolo ad aggiornarsi, ad innovare perché sa che ciò renderà maggiormente concorrenziale la propria attività, cosa che è difficile ottenere da un dipendente”.

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